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Quali sono le caratteristiche di una buona acqua minerale

Le acque non sono tutte uguali, hanno caratteristiche differenti e la loro assunzione determina il benessere del nostro corpo. Bere acqua è il miglior modo per idratarsi, regolare la temperatura corporea e la pressione. Chi opta per l’acqua minerale anziché quella del rubinetto, dovrebbe imparare a orientarsi fra le diverse varietà disponibili. Per scegliere la tipologia di acqua che più si adatta al tuo stile di vita, presta attenzione all’etichetta, la carta d’identità dell’acqua minerale.

Acqua buona, acqua cattiva. Quattro cose da ricordare.

  1. Non esiste un’acqua migliore: il tutto sta nel scegliere quella che meglio soddisfa i propri bisogni.
  2. Naturale o gassata? È solo questione di gusto.
  3. Evitare di comprare sempre la stessa marca; abituarsi a cambiare, imparando a riconoscere il gusto delle diverse acque.
  4. Il termine di conservazione rappresenta la data fino alla quale l’acqua mantiene le proprie caratteristiche in condizioni ottimali, al riparo da fonti dirette di luce e calore. Solitamente, per le bottiglie in vetro la durata è di 24 mesi, per quelle in plastica è di 18.

Come capire se un’acqua è buona

È l’analisi chimica che permette di conoscere le caratteristiche dell’acqua. I parametri fondamentali da controllare per capire se l’acqua è adatta ai tuoi bisogni sono tre: residuo fisso, pH e durezza.

Il residuo fisso indica la quantità di minerali che restano depositati dopo l’essiccazione di 1 litro d’acqua a 180 °C. È stabilito in mg/l, con valori variabili tra 500 e 1500 mg/l. Più il valore è basso, più l’acqua è leggera. Scegliere un’acqua a basso residuo fisso, vuol dire bere un’acqua povera di sali minerali e a basso contenuto di sodio.

Il pH esprime il grado di alcalinità o di acidità dell’acqua. Le acque minerali hanno un pH compreso tra 6,5 e 8,0. Se inferiore, pari o superiore a 7, l’acqua sarà rispettivamente acida, neutra o alcalina. Un basso valore del pH rende il sapore dell’acqua più gradevole.

La durezza, espressa in gradi francesi (°F), indica il valore del calcare presente: più è elevato, più l’acqua è calcarea, quindi dura.

I sali minerali disciolti nelle acque sono micronutrienti essenziali per il nostro organismo, perché intervengono nella regolazione di numerosi processi corporei come l’equilibrio idrosalino e lo sviluppo e la crescita di organi e tessuti.

Il residuo fisso stabilisce la classificazione delle acque minerali

Quanto residuo fisso deve avere una buona acqua? La domanda non è corretta.

A seconda della percentuale di residuo fisso le acque minerali vengono classificate in quattro categorie base.

  • Minimamente mineralizzate: sotto i 50 mg/l. Sono acque leggere, cioè con un basso contenuto di sali minerali, che stimolano la diuresi, non affaticano i reni e facilitano l’espulsione dei calcoli. Ideali per il consumo quotidiano e per i più piccoli.
  • Oligominerali: tra i 50 e i 500 mg/l. Sono le più diffuse. Perfette per la tavola, svolgono un’ottima azione diuretica.
  • Minerali: tra i 500 e i 1500 mg/l. Contengono sali in percentuale considerevole e vanno bevute alternandole con acque più leggere. Hanno una elevata capacità di reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione, quindi sono consigliate per gli sportivi, durante l’attività fisica o in estate.
  • Ricche di sali minerali: oltre i 1500 mg/l. Sono acque molto ricche di sali, da bere a scopo terapeutico e sotto controllo medico.

A ognuno la propria acqua

Le acque calciche, con calcio superiore a 150mg/l, sono consigliate nella crescita, in gravidanza, in menopausa e nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione. Sono indicate anche per chi è intollerante al latte. Le acque calciche e quelle che contengono bicarbonato superiore a 600ml/l sono utili per aiutare la digestione e per stimolare la funzionalità di fegato e reni.

Quelle sodiche, con sodio oltre 200mg/l, sono buone per chi pratica attività sportiva; le acque a basso contenuto di sodio (meno di 20mg/l), invece, vengono consigliate nelle diete dimagranti e per chi soffre di pressione alta. Sono anche ideali per favorire il drenaggio e la diuresi.

Le acque solfate, con solfati superiori a 200mg/l, sono adatte per chi soffre di disturbi gastrointestinali e stitichezza. Quelle con cloruro superiore a 200 mg/l hanno proprietà riequilibranti su intestino, vie biliari e fegato.

Le magnesiache, con quantità di magnesio superiore a 50mg, possono essere d’aiuto per prevenire crampi muscolari, apatia e incapacità di concentrazione.

Le ferruginose, infine, con ferro bivalente superiore a 1mg/l, sono utili a coloro che soffrono di anemia, deperimento organico e ipertiroidismo.

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